Nel ventre della terra

I Formafantasma raccontano il loro video per la Biennale di Lubiana che accosta l'estrazione del calcare carsico alla vita della salamadra

Testare il design al di fuori della sua confort zone. Questo lo scopo della Biennale di Lubiana, BIO 25_ Faraway So Close (fino al 29/10/2017), curata da Angela Rui e Maja Vardjan. Molti i video che affiancano e approfondiscono le mostre tematiche affidate a critici e designer esterni. Tra queste Undergroud Release curata da Andrej Detela e Studio Formafantasma, volta a svelare il potenziale poetico e progettuale del terreno carsico sloveno. Il video Aboveground, di Formafantasma con la regia di Isabella Rinaldi, si muove tra la cava e la caverna. Indaga la nozione di materia in sé, il calcare sloveno, tramite immagini che mostrano l’azione e l’influenza reciproca tra l’uomo e la natura, tra il tempo lungo di formazione della materia e il tempo di produzione degli oggetti.

Qual è stato il vostro apporto nella realizzazione del video?
Il video è stato costruito in progress. Non avevamo uno script preciso né uno storyboard. Andrea (Trimarchi) e io (Simone Farresin) abbiamo identificato le location da filmare: la cava, il laboratorio di geologia e il Tular lab dove è allevato il Proteus Anguinus [la salamandra] per motivi scientifici. Ad Isabella Rinaldi abbiamo chiesto di documentare le nostre visite in quei luoghi dandole suggerimenti precisi, per esempio, limitare la presenza umana in campo e pensare alle riprese nella cava come fossero il ritratto di un materiale più’ che di un luogo.

Potete spiegarci il significato della voce fuoricampo?
Tutto il lavoro per la Biennale ha a che fare con la difficoltà di lettura o di comprensione, per esempio, del tempo geologico necessario per la formazione dei materiali o della distanza tra esso e l’esigenza di efficienza produttiva. La voce fuoricampo comincia con la descrizione della formazione geologica del territorio sloveno e pertanto del calcare. Nasce da alcune interviste al centro di geologia di Lubiana e accompagna immagini di carotaggi eseguiti giornalmente alla cava di Lipica per testare per quanto tempo l’estrazione ancora sarà possibile. Solo alla fine si scopre che è il Proteus Anguinus a parlare, che appare solo sul finire del video. Perché è la creatura che ha saputo adattarsi ai cambiamenti climatici e alle trasformazioni geologiche attraverso un processo di auto-mutilazione. Il suo metabolismo ha la capacità di rallentare fino a potersi nutrire una volta ogni dieci anni e i suoi occhi sono atrofizzati. Per leggere il testo abbiamo utilizzato il lettore standard per cechi presente nei computer Apple.

Il passaggio dalle immagini della cava a quelle della salamandra può far pensare che essa abiti la cava. Qual è il significato?
Le immagini nel video significano esattamente quello che riprendono. La simbologia non ci interessa. L’accostamento tra le riprese e il testo fa emergere le idee senza imporle. Il Proteus Anguinus non abita nella cava ma potrebbe vivere nel sottosuolo carsico. Ci interessa accostare il modo in cui il sottosuolo viene sfruttato per l’estrazione dei materiali con la ricerca scientifica e geologica al fine di comprendere la genesi di quel territorio dalla prospettiva di questo animale speciale, detto “pesce umano” per la sua apparenza.