Domani è già oggi

Il regista francese Cyril Dion spiega il successo del film Demain che presenta esempi virtuosi di economie sostenibili. Una visione positiva che continua a decretare successo di pubblico

Il regista francese Cyril Dion realizza con l’attrice Mélanie Laurent un film sulla sostenibilità del Pianeta. Compie un viaggio intorno mondo alla ricerca di pratiche sostenibili, casi paradigmatici di microeconomie o forme di finanziamento che generano prosperità nel luogo. Da questo viaggio Dion realizza il suo primo film Demain nel 2015 che diventa un caso mondiale, con un grande successo di pubblico (più di un milione di persone in Francia), un sito dedicato e una community in rete, e continui screening in Europa. Chiediamo a Cyril Dion il segreto di questo successo. Sui principali canali online è disponibile il dvd.

Anche se non è il primo film sul tema ambientale Demain ha avuto, e continua ad avere, un grande successo di pubblico. In che cosa si differenzia dagli dagli altri film sul tema?
Demain è il primo documentario orientato al 100% a trovare delle soluzioni che sia stato presentato nelle sale cinematografiche. Trasmette un’altra visione del futuro, come qualcosa di veramente necessario all’oggi. Cerca anche di raccontare una storia, la nostra storia di giovani genitori preoccupati per il futuro dei loro figli, provando a trovare nuovi modi per rendere il mondo un posto migliore. E per salvare i nostri figli dalla scomparsa di questo pianeta. Volevamo che il film fosse pedagogico ma allo stesso tempo piacevole da guardare con molta di musica e una bella fotografia.

Come riassumerebbe il messaggio del film?
Abbiamo il potere di creare un altro mondo, se vogliamo. Dove gli esseri umani vivono in una armonia con la natura e tra di loro. Sarà necessario pensare e agire in modo diverso per raccogliere. E per farlo dovremo pensare in modo olistico e trarre ispirazione dal modo in cui funzionano gli ecosistemi: in catene o reti simbiotiche e creando senza sprechi. Siamo già a conoscenza di molte iniziative su cui potremmo contare: permaculture, energie rinnovabili, valute complementari, educazione alternativa…

Il finale “Demain” è piuttosto ottimista. Crede che il cambiamento sia davvero possibile?
Il cambiamento è sempre possibile. Ma sarà una vera sfida perché abbiamo diverse difficoltà. Per primo il tempo che ci è contro: gli scienziati dicono che abbiamo circa vent’anni per evitare la catastrofe che i cambiamenti climatici e la massiccia estinzione delle specie stanno causando. Poi l’accelerazione dello “sviluppo” : sempre più persone consumano sempre più cose in tutto il mondo. Quest’aspetto si unisce al rapido aumento della popolazione, triplicata negli ultimi settant’anni. Infine, cosa più importante, le risorse naturali si stanno riducendo e le disuguaglianze esplodendo. Sarà quindi necessario una significativa svolta delle persone nella loro vita quotidiana, nel lavoro e, allo stesso tempo sarà necessario far pressione sul sistema politico.

Quali sono i principali risultati del film dopo il suo primo lancio in Francia?
Molti! Per mesi abbiamo ricevuto centinaia di messaggi di persone che raccontavano quello che hanno fatto dopo aver visto il film. Abbiamo aperto una sezione sul sito web chiamata «dopo domani» (demain après) per raccogliere queste storie. La gente ha iniziato giardini permacultura, cambiato il loro fornitori di energia elettrica, spostato i loro soldi nelle banche locali o etiche, e iniziano attività benefiche per comunità o il Pianeta. Alcune aziende ‘etiche’ sono in fase di lancio e alcuni amministrazioni locali stanno prendendo iniziative. Ci vorrebbe un libro per dire tutto!

Farete un sequel o un approfondimento di alcuni casi del film?
Sto scrivendo un nuovo film su un gruppo di persone che iniziano una rivoluzione non violenta al fine di attuare le iniziative che abbiamo mostrato in ‘Demain’. Sarà un mix tra una commedia sociale e un dramma politico. Divertente ma reale e, si spera, stimolante. In un certo senso si può dire che è un sequel.

Hai usato particolare tecniche di ripresa o di montaggio per il film?
Non proprio, tranne forse il tilt e spostamento dell’obiettivo per creare quelle belle sfocature, che Melanie amava tanto. Abbiamo usato una Sony F55 per filmare i luoghi e le persone che abbiamo visitato e due BlackMagic [cineprese digitali compatte] per filmare noi stessi nel viaggio. La combinazione di questi due punti di vista è un’idea che volevamo perseguire fin dall’inizio.

BIOGRAFIA FILMMAKER

REFERENCES
sito internet