In empatia con il Pianeta

Dal videogioco al cortometraggio d'autore. Everything di David OReilly è un'esperienza esistenziale, governata dalla casualità

Un videogioco “esistenziale” diventa un cortometraggio mostrato al festival del cinema di Berlino. Con il linguaggio visivo tipico della computer animation, lo spettatore è proiettato in un mondo realistico nei cinque continenti, negli oceani, sulla terra e nello Spazio. Calandosi nell’esperienza di vita delle molteplici creature che popolano il Pianeta, entra in empatia con esse.
Il video gioco Everything trascende la sua funzione prevalentemente ludica per trasmettere tematiche esistenziali e messaggi filosofici. E sottolinea quanto il videogioco sia una disciplina progettuale potente e con un grande potenziale. Tanto da meritare corsi di formazione e festival internazionali dedicati.

CONTESTO E TRAMA. Everything, progettato da David OReilly, enfant prodige dell’animazione 3D, classe 1985, è stato appena lanciato sulla piattaforma PS4 per mac e pc. Si inizia il gioco in un punto casuale della Terra, con sembianze di vita altrettanto casuali. Sta al giocatore decidere se continuare l’intero gioco in quello stato o viaggiare e assumere altre forme di vita. Lo scopo è adattarsi in modo empatico con l’ambiente circostante, comprendendo la relazione con le altre creature viventi e il peso sull’ecosistema della propria vita solitaria. Le possibilità di azione sono molteplici: ci si nuove da un contesto all’altro a mezzo di associazione di verbi o di forme, dalle galassie agli atomi, dal plasma agli organismi più complessi.

LO SGUARDO DEL REGISTA. ll lavoro di OReilly nel gaming non è estraneo a temi esistenziali e filosofici sulle relazioni tra le creature, animate e inanimate, del mondo. Il videogioco, da mero intrattenimento, diviene uno strumento per sollevare tematiche importanti. E per vivere un’esperienza costruttiva.
Girare un lungometraggio a partire dalle potenzialità narrative e tecniche videogioco è inconsueto. OReilly racconta che il film è stato messo insieme in poco più di una settimana, appositamente per il festival di Berlino, a partire dai filmati animati. L’audio è di Alan Watts. E una voce narrante ci riporta al sapore del tradizionale documentario naturalistico.

Fonti: canale vimeo; sito internet