Francesca Molteni

Milano Mai Vista (riprese e montaggio di Alessandro Proletti, Triennale di Milano, 2015) è un documentario su Milano dall’alto, vista dai balconi e dai giardini sui tetti, come mai potremmo percepirla dal vivo. La tecnologia dei droni diviene lo strumento di critica e analisi della città.

Francesca Molteni. Regista e produttrice, spazia dal documentario di architettura e design, sperimentando tecniche e media differenti, ai documentari di carattere giornalistico – per RaiTre ha realizzato insieme al regista Andrea Salvadore, il programma sulle elezioni americane La Casa Bianca (2016). Nel 2009 fonda MUSE Project Factory per sviluppo di progetti editoriali e multimediali, video, video installazioni e mostre con l’obiettivo di collegare creatività, cultura e business attraverso i linguaggi dei nuovi media.
Interviste su 7th Room Francesca Molteni introduce il linguaggio dell’animazione nel documentario.
Il rebranding de Linvisibile.

Formazione: Cinematography and Film/Video Production, New York University (2002)
Filmografia: Architetture in posa. Le opere di Vico Magistretti a Milano, 2014; Dove vivono gli architetti / Where architects live, con Davide Pizzigoni, 2014; tra i documentari sui protagonisti del design, “Volevo essere Walt Disney” (2016) e “Amare Gio Ponti”, (2015)
Premi: Cathay Pacific Business Award (2013); Premio dei Premi per l’Innovazione per il progetto video e installativo QallaM (2012)
Fonti: sito Muse Factory

Questions & Answers:
In Volevo essere Walt Disney (Francesca Molteni con Donatella di Prete, Italia 2015; première mondiale MDFF) si inseriscono l’animazione nel documentario tradizionale, perché?
Abbiamo inserito parti di animazione perché ci sembrava un linguaggio adatto alla persona, alternando il format tradizionale del documentario raccontato dalle interviste ai corti animati di Era Ora & Ivana Gloria.

Per quali altre scelte il documentario è differente?
Non si tratta di una biografia classica tradizionale. Non abbiamo voluto creare un percorso storico ma concentrarci principalmente sui tema del disegno e della casa. Ne abbiamo scelte tre: la sua (il suo studio), quella in cui è nato (oggi Casa Museo Boschi di Stefano) e l’Unité d’Abitation di Le Corbusier, perché gli è stato appena chiesto di riarredarne l’appartamento 50 e perché è il simbolo dell’architettura.