Historical Promiscuities – Works by Adam Nathaniel Furman

L’architettura attraverso forme, colori e atmosfere pop per rileggere la tradizione in modo dissacrante (e intelligente)

La sperimentazione libera è una delle cure vincenti per rinnovare il design e l’architettura. Il lavoro progettuale di Adam Nathaniel Furman riesce a rileggere la tradizione italiana in chiave pop e dissacrante e rappresenta uno degli antidoti più spiazzanti e stimolanti della scena contemporanea. Con Roman Singularity, un gruppo di ceramiche dalle forme classiche e dai colori brillanti recentemente esposto presso il Sir John Soane’s Museum di Londra e Historical Promiscuities, una produzione originale di ceramiche prodotte da Bitossi, Fulman esplora la relazione tra memoria, immaginazione e storia a più livelli, sempre con un occhio critico sul modo in cui la forma sensuale dell’architettura, in dialogo con il passato e il futuro, riuscendo a esprimere questioni complesse attraverso figure, colori e atmosfere espressive.

“Historical Promiscuities – Works by Adam Nathaniel Furman” è la mostra personale sul lavoro del giovane designer/artista inglese. Sotto la curatela di Luca Molinari, la mostra espone opere in ceramica realizzate con Bitossi in una esclusiva serie limitata, oltre a pezzi provenienti dal Sir John Soane’s Museum di Londra; e poi disegni, stampe e video realizzati da Adam Nathaniel Furman. “Si tratta di lavori accomunati da un uso del colore e dei suoi abbinamenti estremo e vitale oltre che dalla capacità di maneggiare forme tradizionali creando oggetti assolutamente inediti”, ha detto il curatore Luca Molinari. Non perdetela!

Historical Promiscuities – Works by Adam Nathaniel Furman 
Date e orari: 16-22 aprile, dalle 11.00 alle 18.00
Location: Studio Vudafieri-Saverino Partners, Via Rosolino Pilo 11, Milano
A cura di: Luca Molinari

Pubblichiamo un testo di Adam Nathaniel Furman:

“La storia non appartiene agli storici, essa muore, si trasforma in polvere e si sgretola nelle loro mani. Non appartiene a grandi tomi nascosti nelle librerie oscure, né ai conservatori, né ai fascisti, appartiene a noi, a ciascuno di noi, per farne ciò che vogliamo, è nostra, chi l’ha fatta l’ha lasciata a noi nell’atto stesso di morire. Non è un peso, è il vero materiale con cui possiamo modellare e fare nuove cose … ogni facciata rinascimentale, ogni statua nubiana, ogni tessuto del Kashmir dovrebbe essere immediatamente comprensibile e divertente come l’ultimo video di un chihuahua che balla su YouTube. Per salvare la storia dobbiamo usarla, costantemente, dobbiamo essere del tutto irriverenti con essa, dobbiamo indossarla con leggerezza come una canottiera indossata da un giovane ad un festival estivo. Dobbiamo immaginare le nostre città come Benjamin Button, che diventano sempre più giovani ogni anno che passa, e così più anziane sono, più giovani diventeranno. Dobbiamo essere poli amorosi nel nostro rapporto con il passato, dobbiamo essere promiscui, dobbiamo vivere intense storie d’amore e avere rotture drammatiche. Dobbiamo salvare il futuro non permettendo a nessuno di dettarci il significato di ciò che è stato, non permettendo di idealizzare o di essere nostalgici. Dobbiamo spingere l’incandescente licenziosità di una cronologia cromatica e creativa al centro, e da dove cominciare se non dall’inizio, dalla ceramica, la più antica degli antichi materiali, come tutte quelle impertinenti ceramiche etrusche schierate nei Musei, ma lasciate libere, scatenate, arroganti e indisciplinate, piccole promesse storiche, Kalliope, Kallistrate e Kallisto.”