BTicino sceglie la web serie

Sei episodi compongono il Mistero Sottile. Un progetto con oltre 6 milioni di visualizzazioni su Facebook e Youtube. Ne parliamo con i creativi di Social Content Factory

L’importanza della comunicazione creativa BTicino l’ha capita eccome. Ha deciso di scommettere sui contenuti e di sfruttare media differenti per creare una storia, o meglio, una web serie che si sviluppa su diverse piattaforme online. Il Mistero Sottile è il titolo, ed è un thriller diviso in sei episodi, di circa tre minuti ciascuno, che ha avuto oltre 6 milioni di visualizzazioni tra Facebook e Youtube. Se non l’avete ancora visto è il momento di farlo. Il protagonista è Claudio Terranegra, un avvocato interpretato da Giorgio Pasotti che cerca di trovare la risposta agli interrogativi legati all’improvvisa scomparsa della moglie.

Il Mistero Sottile utilizza il linguaggio della fiction riuscendo al contempo a rispecchiare l’identità del brand. Anzi, la narrazione progredisce grazie all’utilizzo dei prodotti BTicino che risultano essere parte integrante della trama. Oltre a questo, la web serie è stata pensata per essere interattiva. Il pubblico infatti è coinvolto in un modo ancora più profondo grazie a un percorso complementare su Instagram – che svela nuovi elementi e approfondisce i particolari nascosti – e un concorso a premi sul sito web. Dalla serie sarà anche tratto uno short movie che parteciperà a premi e rassegne internazionali.

L’intero progetto fa riflettere sull’importanza che riveste oggi il branded content. “Il nostro obiettivo è quello di creare contenuti di valore, che gli utenti hanno piacere e voglia di guardare. Per questo cerchiamo di accompagnare le aziende nel processo che le porti a diventare esse stesse editori, delle vere e proprie media company”, ci ha detto Andrea Stagnitto che insieme a Cristian Micheletti ha fondato Social Content Factory, che ha realizzato il progetto Il Mistero Sottile.

Da cosa siete partiti per arrivare a Il Mistero Sottile?
Il Mistero sottile nasce come una campagna di comunicazione con l’obiettivo di riposizionare BTicino tra i player più innovativi in Italia nella domotica e dell’automazione della casa. Avevamo capito da subito che serviva un alto tasso di emotività: questo, unito allo scopo di raggiungere un target quanto più ampio possibile, ci ha fatto capire che una serialità video fiction sarebbe stata la scelta vincente. Quindi abbiamo semplicemente lavorato su quello che il brand ci poteva offrire: partendo dalla dicotomia luce/ombra e da un particolare tipo di lifestyle in cui BTicino si rispecchia. Il thriller a quel punto era l’unica scelta forte che potevamo prendere in considerazione. Abbiamo trovato un cliente coraggioso e innovativo che ci ha appoggiato. Lavorare con Luigi Caricato (direttore comunicazione esterna del Gruppo di BTicino n.d.r.) e il suo team composto da Andrea Cerri e Manuela Scisci, è stato un piacere e un onore per noi.

Creatività e ADV. Come si può equilibrare un brand a una narrazione?
Il branded content, come lo intendiamo noi, è uno strumento incredibilmente efficace per i brand che vogliono posizionarsi o creare awareness di marca sui propri target. Diventa dunque scontato che la scelta di approccio sia quella di avere un alto tasso di qualità cinematografica qualora si tratti di fiction. Con Il Mistero Sottile abbiamo voluto cercare la strada più sana e innovativa per mettere in relazione i fan della serie con i prodotti BTicino. Ecco perché ci piace parlare di plot placement al posto di product placement. Con questo spirito abbiamo scritto una sceneggiatura in cui sono i prodotti stessi a diventare co-protagonisti della serie aiutando i nostri protagonisti a risolvere gli enigmi della narrazione.

Quanto è durato in tutto il lavoro?
La serie è stata girata in quattro giornate di ripresa a metà novembre, a Milano e hinterland, da una troupe composta da oltre 35 persone, in sessioni diurne e notturne. In tutto sono stati 75 i giorni di pre-produzione, 30 quelli di post-produzione audio e video. Dopo un’attenta fase di selezione abbiamo scelto come partner produttivo Tapeless Film che ha visto unirsi al comparto produttivo, composto già da Alessandro M. Naboni, figure di grande esperienza come Daniele Gentili e Luca Legnani. In tutto il progetto è durato 4 mesi.

La serie è stata pubblicata su Facebook, YouTube, su un minisito dedicato e, in parallelo, è stata arricchita da una storyline su Instagram. I social network fanno la differenza?
I social network permettono ai brand di parlare direttamente al proprio target e di interagire. Questa potenzialità però va sfruttata creando contenuti di valore e che intrattengano il pubblico. Questa è l’unica chiave da percorrere per creare campagne di successo.

Partendo dallo strumento del video, come sta cambiando la comunicazione e soprattutto cosa significa oggi fare branded content?
Social Content Factory studia e analizza quotidianamente i nuovi trend e i nuovi linguaggi in ambiente social, ecco perché tra le altre attività gestiamo pagine con tematiche diverse e collegate a sottoculture. Infine il consumo sta sempre di più diventando, purtroppo, schizofrenico. Dunque è necessario lavorare su linguaggi veloci, chiari e non faticosi.

Il mistero sottile è stata visualizzata oltre 6 milioni di volte…
Il pubblico ha reagito positivamente all’attività iniziando ad elogiare l’innovazione nella scelta di comunicazione di BTicino, non a caso tantissimi fan (40++) l’hanno accostato al format del Carosello. Gli ingredienti sono molteplici e sicuramente lavorare con un professionista come Giorgio Pasotti ha dato un aiuto importante.

A cosa state lavorando ora?
Il nostro rapporto con BTicino sta andando avanti e stiamo sviluppando con loro una strategia video social a lungo termine. Stiamo finalizzando il primo documentario originale Social Content Factory Can’t buy me love e abbiamo lanciato da poco una stretta collaborazione con due importanti festival di cinema e infatti siamo contenti di annunciare ora quella con Milano Design Film Festival.

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