In the eyes of the animal

La realtà virtuale per vedere il mondo con gli occhi degli animali. Marshmallow Laser Feast firma la sperimentazione

L’evoluzione dell’uomo passa attraverso la tecnologia. Questo è il punto di partenza di Marshmallow Laser Feast. A fondare nel 2012 lo studio londinese sono Barney Steel e Robin McNicholas. Il loro sguardo indaga l’invisibile: si immerge nelle cellule dell’epidermide e negli occhi degli animali. Memorabile il loro video-promo Invisible per gli U2 al Superbowl del 2014.

“Il quotidiano bombardamento di immagini può renderci insensibili al mondo intorno noi. Ma se la realtà virtuale funziona come grilletto, è in grado di scuoterci. E interrompere l’idea della percezione scontata”, spiegano Steel e McNicholas. “Le visioni futuristiche indicano che tra il 2024-2038 l’intelligenza artificiale sarà parte integrante di una vita ‘computer aided’, allora siamo chiamati sin d’ora a considerare la tecnologia come parte dell’evoluzione dell’uomo. E quindi a progettarla in modo che sia di reale aiuto al miglioramento delle capacità umane”.

IL PROGETTO. In The Eyes of the Animal (IEOTA) Marshmallow Laser Feast coinvolge lo spettatore in un’esperienza cinematica e immersiva della foresta come la vivrebbe, sia a livello visivo che sonoro, un animale. Indossando un casco con visori e un sistema audio, i visitatori hanno potuto percepire la vita nella foresta Grizedale (Regno Unito) come fossero un moscerino, una libellula, un gufo e una rana.
Sono specie presenti nell’ecosistema delle foreste del Regno Unito e ognuna è fondamentale nella catena alimentare. E ha un sensorio molto peculiare: il moscerino percepisce il mondo rilevando l’anidride carbonica; la libellula vede circa 300 fotogrammi al secondo, molto al di sopra dell’occhio umano; la rana ha un’eccellente visione notturna e un sistema percettivo perpendicolare, che i designer hanno reso con delle scie di colore che si creano allo spostare della testa quando si percepisce il ronzio di una mosca; il gufo, infine, ha la capacità di vedere a grandi distanze ma una visione periferica molto inibita.

La prossima tappa di IEOTA è quella di riprodurre il sensorio del pipistrello, animale dotato di un amplissimo spettro percettivo. E coinvolge anche l’artista del suono Antoine Bertin, che sta realizzando dispositivi realizzati su misura con ultrasuoni percepibili anche nella gamma sonora umana.

TECNICA. Le immagini di In The Eyes of the Animal sono state elaborate a mezzo di scansioni Lidar – un metodo di rilevazione delle distanze a mezzo di illuminazione a laser –, UAV (aeromobili a pilotaggio remoto) e droni con macchine da ripresa create su misura. “Abbiamo analizzato il bosco da cinque diverse posizioni”, raccontano Barney Steel e Robin McNicholas, “cucite insieme per ottenere una ripresa ad alta risoluzione. Abbiamo realizzato oltre 800 milioni di punti che definiscono lo spazio al sub-millimetro”. Guarda il backstage.

LO SGUARDO DEL REGISTA. La traduzione delle immagini è stata resa da un’interpretazione artistica. Ad esempio, la percezione dell’anidride carbonica da parte del moscerino è restituita visivamente con dei colori. “La percezione è realistica al punto da consentire all’utente di memorizzare i dettagli, ma al contempo è sufficientemente astratta da lasciare spazio all’immaginazione. Perché la resa virtuale non sarà mai così sofisticata come la percezione umana”. Per il suono, invece, sono stati registrati i rumori della foresta Grizedale, nel nord dell’Inghilterra, attraverso la registrazione “binaurale”, ovvero a due orecchi: un metodo di registrazione tridimensionale del suono.

In The Eyes of the Animal può essere visto in alcune piattaforme digitali con dimensione immersiva: su Web Player; con la YouTube app sullo smartphone per visualizzare video a 360°; via Google Cardboard, la piattaforma immersiva per la realtà virtuale di Google con visori in cartone alla portata di tutti. Il progetto è anche esperibile in eventi speciali, ai quali si può partecipare mettendosi in contatto direttamente con Marshmallow Laser Feast.
IEOTA è stato commissionato da Abandon Normal Devices e l’unità Forest Art Works della Forestry Commission England.

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