Ivan Olita

Wonder Mark (2015) è un film sul tatuatore leggenda di Los Angeles Mark Mahoney, parte della trilogia che Ivan Olita ha realizzato su figure influenti ed eccentriche della scena creativa della città degli angeli. Gli altre due sono il milionario James Goldstein e la showgirl Amazing Angelyne. In tutti i tre le storie sono gli oggetti a raccontarci il personaggio.

Ivan Olita (Verona, 1987) è un filmmaker fondatore della casa di produzione newyorkese Bravò. Ha iniziato a quindici anni come modello e nel 2010 si è diplomato all’Accademia delle Belle Arti di Brera (Milano). Ha poi studiato regia alla Rouge Film School di Los Angeles. Ha esperienza anche come conduttore televisivo per programmi musicali ed è stato columnist per Rolling Stone Italia.
Approfondimento su Campari Red Diaries su 7th Room nell’articolo Sorrentino e il Noir per Campari.

Sede: Los Angeles
Filmografia: Fabulous James (2014); Wonder Mark (2015); El Ritual (2015); Amazing Angelyne (2016); Gaga on Gaga (2016); Muxes (2016); Campari Red Diaries (2017)
Fonti: canale Vimeo; sito bravò; trilagy

Questions & Answers:
Come siete venuti in contatto con il tatuatore Mark Mahoney?
Mark è una leggenda a Los Angeles e un appuntamento fisso nel paesaggio culturale sotterraneo della città. Ha posseduto il Shamrock Social Club per vent’anni e tatuato molti attori, da Johnny Depp a Micky Rourke. Ed è il mentore del tatuatore più influente di questa generazione, il dottor Woo. Ogni figura della trilogia [con James Goldstein e Amazing Angelyne] rappresenta una parte di Los Angeles. Ciascuno racconta un modo di vivere, un ambiente culturale e sociale. E tutti insieme rendono una prospettiva sulla città.

La selezione di oggetti e il modo in cui hai ripreso gli interni descrivono molto bene la persona.
Le scelte sono state fatte da Mark quando abbiamo girato nei luoghi che gli sono appartenuti. Il posto di lavoro o la casa di un personaggio sono estremamente importanti quando si cerca di trasmettere la sua realtà e filosofia di vita. Ogni tessuto, lampada anche penna che possiede possono dire molto. Oggetti e luoghi rivelano verità più profonde di coloro che raccontano del personaggio. Inizio sempre da ciò che lo circonda.

Hai usato qualche tecnica di ripresa particolare?
Non proprio. Ma con il mio direttore della fotografia Gigi Martinucci abbiamo lavorato su un interessante mix di fonti di luce, calda e fredda, con un complicato equilibro da mantenere in ciascun fotogramma. È una decisione stilistica che conferisce un aspetto molto distintivo del film. La musica è altrettanto importante e ispirata al gusto musicale di Mark.