Cooptime Stories sbarca sul web

La webserie di Coop raccontata dal regista Cristian Natoli. Tecniche nuovi ma modalità narrative che ricordano il vecchio Carosello

“Sei persone, le loro paure, le loro insicurezze. Fragilità e situazioni che possono toccare tutti. Cosa vi rende sicuri?” è il copy che accompagna Sott’acqua di Cristian Natoli, uno dei tre cortometraggi realizzati da Coop. È una miniserie sui valori dell’azienda che ha coinvolto giovani registi italiani – appunto Natoli e Magherita Ferri – e pensata per il mondo dei social. La pubblicità dimostra, ancora una volta, che il mondo del digitale necessita di contenuti avvincenti, regia di qualità e strumenti di affezione. Nel grande mare della rete, molti brand ricorrono alle web-serie con una narrativa che, pur con tecniche differenti, ricorda quella del Carosello. Le storie, infatti, non fanno riferimento al prodotto, se non nel claim finale, ma ricercano emozione ed empatia con lo spettatore rispetto a temi di cui l’azienda stessa si fa promotrice. In questo caso, Sicurezza, Ambiente, Trasparenza. In arrivo il quarto sull’Etica.
“Cooptime stories” è stato lanciato a giugno con Sott’acqua di Christian Natoli che ha già raggiunto i 7 milioni di visualizzazioni. Quel che stupisce, ed è un ulteriore riferimento al tradizionale Carosello, è la durata dei corti di circa 3 minuti: un tempo biblico per i social. Ciononostante la narrazione, con espedienti tipici della fiction, punta a far rimanere incollati al video e a sfidare la nevrosi da click: la stragrande maggioranza degli utenti online abbandona dopo 10 secondi. È una scommessa su nuove modalità di comunicazione, che segue la crescita negli investimenti del Gruppo sul web pari al 15% sul budget adv.

Sott’acqua di Cristian Natoli parla di paure: dell’acqua, del buio e del vuoto. Sentimenti comuni che si vincono fidandosi degli altri. Il messaggio è chiaro perché conferito con personaggi e situazioni con cui è facile immedesimarsi. La seconda storia – Sulla mia terra di Cristian Natoli – è il racconto di un giovane italiano che torna alla propria terra per occuparsi del multino di famiglia. Il suo è un atteggiamento di speranza e una visione per il futuro che incoraggia. La terza storia – La colonia marziana di Margherita Ferri – ci parla di trasparenza attraverso le risposte sincere dei bambini sul mondo di domani. È anche un invito alla coerenza e all’attenzione rispetto alle fake news e al fiume di informazioni non controllate a cui siamo sottoposti. Fil rouge dei cortometraggi: la colonna sonora Diamante di Levante.

Chiediamo a Cristian Natoli, qual è il brief che ti è stato dato? Mi ha contattato l’agenzia H2H, che segue il digital per Coop Italia dal 2017, spiegandomi che, più che un brief, si sarebbe trattato di parlare dei valori che Coop persegue da anni. Il primo tema è stato il complesso tema della sicurezza. Ho pensato a un racconto diviso in tre brevi storie che avesse come centro la fiducia tra le persone e che parlasse di quei gesti che spesso ci aiutano a superare le paure, piccole o grandi che siano. Per il secondo sull’ambiente ho proposto la storia di Enrico Tuzzi, un mio amico e coetaneo, apprezzatissimo writer che oltre all’artista fa il mugnaio. Enrico è uno di quei giovani che se n’era andato dall’Italia e mai avrebbe voluto tornarvi o prendere in mano il mulino di famiglia. Ma poi il richiamo della terra è stato più forte. L’ambiente è trattato dal punto di vista agricolo ma anche sociale come ricongiunzione con un contesto umano e culturale.

4 minuti di film sono un tempo biblico per il web. Per me 4 minuti non sono un problema sul web se il prodotto audiovisivo viene fatto con cura, un buon lavoro resta tale a prescindere dalla durata. La questione dei minuti sembra un mantra che ci si ripete, ma poi guardando i video che fanno molte visualizzazioni, durano più di 3 minuti. Abbiamo lavorato con attenzione ai dettagli, a una bella forma sia visiva che narrativa curando la sceneggiatura e la costruzione dell’ambiente visivo. Ho anche cercato di realizzare degli inizi accattivanti delle storie che attirassero il pubblico dentro il racconto. A dirci che il minutaggio “lungo” è stata una scelta vincente sono gli oltre 50mln di impression e i 12mln di visualizzazioni complessive.

Qual è il futuro del brand-adv nel web? Nei prossimi anni continuerà il proliferare del brand advertising che sfrutterà la crossmedialità al fine di ricercare una maggiore interattività del pubblico. Sono anche convinto che le storie ben raccontate non passeranno mai di moda.