L’enigma di Mosca

Un cortometraggio che si ispira a Dziga Vertov in esclusiva per 7th Room. Ce lo racconta il regista Thomas Tode che ha riportato le immagini alla luce

Un cortometraggio surreale, con una spiccata dimensione onirica. Dove la macchina da presa diviene il filtro per immagini apparentemente decontestualizzate. Per un’esperienza al di là del tempo e dello spazio, tanto da non capire se il film utilizzi materiale d’archivio o nuovo girato.
In esclusiva per 7th Room Moskau Enigma, un cortometraggio realizzato con una telecamera russa Super 8 e in bianco e nero da Ale Muñoz-Kohrs durante alcuni viaggi tra il 1993 e il 1994, quando il regista stava lavorando con i colleghi Thomas Tode e Rasmus Gerlach al documentario in 16 millimetri Im Land der Kinoveteranen (In Land of Cinema Veterans, Germania 1996, 86 ‘) su Dziga Vertov. Le immagini “inseguono” l’uomo con la macchina da presa di Vertov, citando il celebre film del 1929 del regista sovietico.

A montare Moskau Enigma sono stati Thomas Tode e Rasmus Gerlach in seguito alla scomparsa di Muñoz-Kohrs nel 2015, assecondandone il desiderio di realizzare un film da quel girato. Le riprese mostrano un approccio più sperimentale rispetto al suddetto documentario. A raccontarci le particolarità di questo cortometraggio e lo sforzo registico del documentario è Thomas Tode che, insieme a Martin Reinhart e Manu Luksch ha presentato a MDFF 2016 Dreams Rewired, un film sulla storia della telecomunicazione, realizzato a partire da materiale d’archivio di quasi 200 film.

Avete utilizzato dei materiali d’archivio per Im Land der Kinoveteranen?
Sì, usiamo filmati di archivio degli anni Venti e Trenta di Vertov, ma non sempre in modo “pulito”: a volte abbiamo proiettato il filmato vertoviano sulle fotografie del viso di Vertov, o abbiamo usato xerox di sceenshots, o ancora mescolato piccoli tagli d’archivio con il nostro girato. Il cortometraggio Moskau Enigma, invece, non ha alcun filmato di Vertov.
Im Land der Kinoveteranen utilizza il montaggio per unire materiali di due epoche lontane ma connesse: nell’epoca di Vertov furono erette le statue di Lenin, mentre negli anni Novanta ne furono distrutti i piedistalli. Abbiamo scelto siti e località connessi al mondo di Vertov, ad esempio il grande magazzino GUM nella Piazza Rossa di Mosca. Anche Muñoz-Kohrs lo ha filmato in Moskau Enigma.

Ci sono tecniche di ripresa particolari?
Im Land der Kinoveteranen utilizza ogni sorta di tecniche di ripresa: dalle immagini congelate, all’accelerazione, allo slow motion. Moskau Enigma nasce invece dalla digitalizzazione della pellicola Super 8. Pertanto ha un colore seppia e alcune immagini all’inizio del film saltano a causa del danneggiamento. Ma queste imperfezioni lo rendono ancora più interessante.

Qual è l’eredità di Vertov nel cinema?
L’insistenza sul ruolo dell’occhio e la cura visiva del filmato. La filosofia della sua produzione cinematografica ha precorso molti generi e temi: dal film documentario all’idea di città come organismo, dagli esperimenti visivi alla tecnica della sovrapposizione.