Matteo Ragni

Scelgo il video della canzone Pikotaro-Ppap: è demenziale, ma il protagonista è andato al succo, senza fronzoli

“Il video fa parte del mio quotidiano, sia per lavoro che per diletto, diciamo che siamo buoni amici”, ci racconta Matteo Ragni. Designer, ma anche docente, art director e architetto. “Oggi è tutto a portata di mano, nel giro di pochi minuti possiamo arrivare a ciò che desideriamo: è tutto in realtime, ma questo non sempre è un aspetto positivo, perché così si perde il piacere dell’attesa..”, prosegue.

Alla domanda se ci sono video recenti che gli sono piaciuti, ci risponde così: Sarà stupido da dire, ma c’è il video di una canzone demenziale che ascoltano i miei figli Pikotaro-Ppap, è fatto di niente, un improbabile cantante coreano o giapponese su fondo neutro che canta ritornelli su mele, penne e ananas. È andato al succo senza fronzoli. Credo che possa insegnarci molto riguardo a certo fare design. La mimica, che è in realtà tipica del nostro italico comunicare, in questo caso è utilizzata per stimolare la fantasia senza essere troppo didascalica.. Un ritornello molto chiaro e orecchiabile, una buona dose di leggerezza e ironia chiudono il cerchio”.

Tornando ai classici, ci racconta che ha visto di recente Big fish (2003), di Tim Burton e ha pensato che “la cosa più bella è pensare che la vita possa essere vista e interpretata in modo epico, godendone i piccoli momenti”. Ma il suo preferito in assoluto rimane Kung Fu Panda (2008), di Mark Osborne e John Stevenson, “con il suo ingrediente segreto che non esiste, o meglio che sei tu. L’importante è crederci e tutto andrà per il verso giusto. È un inno alla forza di volontà, principio fondamentale, insieme a umiltà e passione, per avere esito nel lavoro come nella vita”, conclude.