Mondrian Doha Hotel

L’atmosfera sontuosa ed esclusiva di un mondo a sé, tra party surreali, ninfe coronate di fiori e animali in posa nelle stanze

Un video strepitoso racconta il luxury Hotel Mondrian che ha appena inaugurato a Doha, capitale del Qatar. O meglio, non lo racconta, ma tenendolo sullo sfondo ne fa assaporare l’atmosfera sontuosa ed esclusiva di un mondo a sé, tra party surreali, ninfe coronate di fiori e animali come cavalli e gazzelle in posa tra la sala da ballo e i corridoi. A firmare il progetto architettonico dell’Hotel è stato lo studio South West Architecture, mentre gli interni sono stati curati dal designer olandese Marcel Wanders. Noi abbiamo parlato con chi ha concepito il video, il filmmaker americano Justin Kramer, fondatore di The Film House, la prima company del Qatar che si occupa della produzione di pluripremiati documentari, cortometraggi e pubblicità.

Il video mostra una sorta di paesaggio onirico. Tu come lo descriveresti?
Mi piace il termine che usi: “dreamscape”. Il video in effetti è proprio questo. Mentre scrivevo e visualizzavo le scene nella mia testa risuonava il termine “future disco”. Come riferimenti visuali ho attinto da mondi come Alice in Wonderland/Arabian Nights/Studio54 cercando di creare un’esperienza visiva unica per lo spettatore. Volevo che gli ospiti dell’hotel camminassero nelle loro stanze senza sapere cosa ci sarebbe stato dietro l’angolo o che una sposa potesse immaginare di camminare attraverso la sala da ballo sognando bellissimi cavalli bianchi arabi per celebrare il suo giorno speciale. Certo poi per arrivare a questo collaboro con uno dei migliori direttori della fotografia che abbia mai incontrato: Chris Moon. È in grado di prendere i miei schizzi e le mie idee azzardate e creare set sempre migliori di quelli che ho immaginato. E poi anche con art director e production designer come Lauren McCarthy che è capace di trovare cose impossibili e creare oggetti di scena incredibili.

Qual è stato il brief per il video?
Il motivo per cui ho voluto fare il video è stato l’hotel stesso che è un’esperienza da vivere e non solo un hotel nel senso tradizionale del termine. Non c’è stato un vero briefing, mi hanno detto “segui l’istinto”. Così non ho potuto impedire alla mia mente di vagare e spingersi sempre oltre. Ogni stanza, corridoio, suite, ristorante, club è pura arte e ogni spazio mi parlava in modo diverso. Immagini, tavolozze di colori, sguardi, sensazioni: attraverso il video volevo comunicare le stesse emozioni che gli spazi comunicavano a me, e cioè un senso di avventura, seduzione e mistero.

L’interior decor firmato da Marcel Wanders rispecchia già di per sé un mondo fantastico. Come è stato il confronto con il suo lavoro?
Il suo lavoro è incredibile, surreale, accattivante. La verità è che volevo creare immagini, personaggi e scene che si adattassero a quegli spazi. Con mia moglie sono andato a Portland, in Oregon, per trovare idee per il video. Molte scenografie sono state il risultato del nostro viaggio, ma tante altre hanno rispecchiato il motto che continuavo a ripetermi “Niente è off limits. Niente è impossibile.”

Video, storytelling, esperienza immersiva. Qual è il futuro di questa relazione?
A mio parere la vera narrazione è sempre stata un’esperienza coinvolgente. Un vero narratore dovrebbe sempre essere in grado di trasportarti in un altro luogo o momento, di farti vedere, assaggiare, annusare e sentire quello che ha in mente. In termini di tecnologia è incredibile, tutte le volte che penso che qualcosa sia impossibile in realtà è già fatto.

A cosa stai lavorando ora?
Sto lavorando a diversi spot pubblicitari e cortometraggi. Nel 2018 farò la pre-produzione per un lungometraggio di A.J. Al Thani con l’obiettivo di girare nel 2019. Scrivo e faccio continuamente brainstorming, scatto fotografie, esploro luoghi abbandonati e siti storici: sono sempre in cerca di ispirazione per il mio lavoro. In fondo non sai mai cosa c’è dietro l’angolo!