“Ore Streams” dei Formafantasma

Dall'e-waste allo smaltimento dei dispositivi digitali: il ruolo del design nell’attuale sistema del flusso dei rifiuti elettronici

Come può essere utilizzato il design per correggere i difetti nell’attuale sistema del flusso degli scarti  elettronici? “Ore Streams” è il progetto del duo di designer di Studio Formafantasma, Andrea Trimarchi e Simone Farresin, che si sviluppa come un’indagine approfondita sul riciclo degli scarti hi-tech. Il loro punto di vista è che, oltre a migliorare il sistema, il design può suscitare un cambiamento attitudinale verso la considerazione dei rifiuti non come tali ma, come nuovi materiali.

“Ore Streams” – che comprende installazioni, prototipi, video, video-interviste e una collezione di arredi da ufficio realizzati con materiali di riciclo provenienti dai nostri elettrodomestici, computer e cellulari (tastiere, griglie per microonde, componenti per iPhone e rivestimenti esterni per smartphone) – ha avuto inizio durante la NGV Triennial di Melbourne nel 2017 (commissionato dalla National Gallery of Victoria di Melbourne). Tra l’altro proprio la guest curator di MDFF 2019, Alice Rawsthorn, nell’intervista che le abbiamo fatto ci aveva parlato con entusiasmo di questo lavoro. E ora è stato appena presentato in Europa, in una veste ancor più completa, nella XXII Esposizione Internazionale della Triennale di Milano intitolata Broken Nature: Design Takes on Human Survivala cura di Paola Antonelli, Senior Curator del Dipartimento di Architettura e Design e direttrice del reparto Ricerca e Sviluppo al MoMA di New York.

“Spesso come designer siamo chiamati a disegnare il futuro dei materiali, a trasformarli in oggetti più o meno desiderabili, invece a noi sembrava più interessante cercare di capire le implicazioni della produzione, quello che succede prima che questi materiali arrivino alle fabbriche, ai produttori e ai designer, da cosa e come vengono estratti” – ha raccontato Simone Farresin – “quindi ci siamo imbarcati in un paio d’anni di ricerca su questo tema e dall’estrazione di metalli dal sottosuolo ci siamo focalizzati sull’“above ground mining”, l’estrazione che avviene in superficie. Abbiamo letto vari documenti in cui si stimava che entro la fine del secolo la maggior parte dei metalli che useremo nei nostri prodotti e nelle nostre architetture sarà di origine riciclata”.

Nello specifico, i due designer hanno deciso di focalizzarsi sull’industria elettronica, perché è il flusso di rifiuti che cresce più rapidamente in questo momento , cercando di capire come funziona la relazione tra produzione, riciclo e design. Con “Ore Streams” hanno tentato di identificare non solo le problematiche che affronta il mondo occidentale nel riciclare questi prodotti, ma anche di capire cosa succede quando questi vanno a finire in paesi con strumenti tecnologici inferiori.

Dopo lavori come “Botanica”, una ricerca sulla bio-plastica e i polimeri naturali estratti da piante e derivati animali incarnata in una serie di vasi, e “De Natura Fossilium”, una collezione di oggetti realizzati con lava vulcanica, modellata e trattata come fosse vetro, con “Ore Streams” i Formafantasma si spingono ancora una volta verso una direzione di ricerca che tocca tematiche che riguardano tutti noi e di cui siamo curiosi di capire gli sviluppi futuri. Una direzione che ci sembra proprio rappresentare quel concetto di attitudinal design, caro a Moholy-Nagy e ripreso dalla stessa Alice Rawsthorn, che vede il design come agente di cambiamento in qualsiasi ambito e contesto: ecologico, politico, economico, scientifico, culturale e così via. Libero di muoversi in territori vasti e al di là di logiche puramente commerciali.