Stefano Mirti

Passo dai social newsmagazine ai documentari di Werner Herzog

“Perdo tempo all’infinito a guardare immagini in movimento. Ci sono siti incredibili dedicati a loop di gif animate che potrei guardare per ore e ore, così come i videoclip, i film e i documentari. Se penso a The Great Ecstasy of the Woodcarver Steiner (1974) di Werner Herzog è un vecchio documentario meraviglioso: non c’è nulla da spiegare, solo da guardare. Un altro? Power of ten (1977) degli Eames: dura 9 minuti e se lo si guarda, non c’è motivo di spiegare nulla: tutto è chiaro ed evidente. E poi c’è Flipboard (un social news magazine gratuito che consente di aggregare le notizie preferite sulla base di scelte preordinate, preferenze e selezioni altrui n.d.r)  dove c’è la pagina di Vicky Penrose, Geometry as a gif, con animazioni gif, che mi piace vedere per il semplice gusto di vedere cose belle. D’altra parte come si fa a non perdersi in questi mondi?”.
Ecco a voi Stefano Mirti, figura talmente poliedrica da non essere facilmente definibile. Vive tra i mondi dell’interaction design, della comunicazione, dei social media, delle mostre, delle università. È progettista, partner di IdLab e da anni è impegnato sulle nuove frontiere dell’insegnamento: Design 101, Relational Design e ovviamente molto altro. È professore del corso di design all’Università Bocconi e per due anni è stato responsabile dei social media per Expo Milano 2015.

Il suo film preferito?Se si parla di commedie, Groundhog Day (Ricomincio da capo) di Harold Ramis (1993): potrei guardarlo all’infinito. Poi, se dovessi dirne un altro, direi sicuramente Being there (Oltre il giardino, 1979), l’ultimo film di Peter Sellers, straordinario”, film leggeri ma allegorici e ricchi di signficato. E da appassionato quale sei, qual è l’ultimo film che hai visto?
The Pawn Sacrifice (2014) di Edward Zick, in italiano La grande partita, è la storia del campione di scacchi Bobby Fischer che si prepara per la finale del titolo mondiale in Islanda, dove affronterà il campione russo Boris Vasil’evič Spasskij. La loro sfida passerà alla storia come l’incontro del secolo.
Ah, qualche settimana fa ho visto Perfect blue (1997) di Satoshi Kon, un’apertura verso mondi incredibili…”.