Tomas Koolhaas

Il parkour per descrivere l’architettura. Il video teaser (2015) per REM (2016), presentato come film di apertura al MDFF 2016, il biopic sull’architetto Priztcher Price girato dal figlio Tomas Koolhaas (2016), è interamente girato nella Casa De Musica a Porto (Portogallo). I volumi, i materiali e le forme dell’opera architettonica sono resi attraverso il corpo in movimento.

  • Tomas Koolhaas è nato a Londra nel 1980 e si è traferito a Los Angeles per studiare fotografia. Ha esperienza di produzione, editing e fotografica sperimentale e artistica – ha collaborato con MTV UK e la rivista TankRem è il primo lungometraggio come regista e direttore della fotografia: un biopic non lineare e con una visione volutamente non obiettiva sul padre. Intervista su MDFF Rem Koolhaas ritratto dal figlio
  • Sede: Los Angeles
  • Filmografia: REM (2016)
    Fonti: canale vimeo; sito Rem Documentary

Questions & Answers:
Il film REM si concentra principalmente sull’onesta interazione tra gli edifici 
e i loro abitanti: è stato possibile mantenere questa genuinità durante le riprese o avete dovuto ricostruire alcune scene?
L’unica scena che abbiamo ricostruito è quella del parkour, che è comunque basata su una scena che avevo visto durante una visita precedente, che ho utilizzato per il teaser. Nel film l’ho semplicemente portata a un livello più estremo, più cinematografico, sostituendo lo skater con un tracciatore di parkour.

Che cosa riesce a catturare dell’architettura la cinematografia che la fotografia non esprime?

Con il video si può creare un senso di movimento e una narrativa più forti e un’idea della consistenza molto più viscerale. Ad esempio la scena del parkour a Casa De Musica: sarebbe molto difficile dare un’idea della sensazione che danno gli spunzoni di gomma sul muro con un’immagine fissa. Grazie al video ho semplicemente mostrato il piede del tracciatore che si dà la spinta su uno spunzone verde, comprimendolo per poi lasciarlo lentamente decomprimersi fino a raggiungere la sua forma originale. Questo è l’unico modo in cui il pubblico può realmente sapere che sensazione dà quel materiale senza toccarlo con le proprie mani.