Welcome to the Anthropocene!

Per la prima volta nella storia non è la natura, ma l’uomo, la più grande forza geologica.

Siamo entrati in una nuova era.

No, non si tratta di fantascienza, ma l’interpretazione della realtà teorizzata da esperti geologi, e condivisa da artisti, filosofi e sociologi. É stata chiamata Antropocene, termine coniato dal premio Nobel Paul Crutzen negli anni duemila, per indicare il ruolo attivo della specie umana come causa primaria del cambiamento permanente del pianeta e che ne sta esaurendo le sue risorse dopo 11700 anni di continuità geologica.

Non ancora pienamente accettata, Antropocene sta però entrando nel nostro vocabolario, e in questi giorni al MAST di Bologna è in corso una mostra che propone una prima lettura sul tema ad un pubblico vasto ed eterogeneo. Attraverso il lavoro di tre artisti, il fotografo Edward Burtynsky e i registi Jennifer Baichwal e Nicolas De Pencier, la mostra ANTHROPOCENE: un’esplorazione multimediale dell’impronta umana sulla Terra, espone la loro ricerca chiamata Anthropocene Project. Il progetto, iniziato quasi vent’anni fa, include arte, scienza, cinema e nuove tecnologie a scopo di diffondere e responsabilizzare la società. Fino al 22 settembre l’esibizione ci propone un’esperienza immersiva che, attraverso i vari linguaggi artistici, illustra la portata della nuova era.

Ma è possibile definire questa evoluzione un vero progresso? Come ha teorizzato il filosofo Peter Sloterdijk il concetto di progresso deriva da una matrice illuminista che ha caratterizzato fortemente tutta l’epoca moderna. Insieme a Bernard Stiegler, Sloterdijk è stato invitato a rapportare l’idea di progresso alla nuova era dell’Antropocene, presa come emblema storico. Ne nasce un dibattito in cui i due intellettuali approfondiscono e privilegiano uno sguardo che analizza quanto l’eccessiva produzione di materiale, informazione e capitale umano, abbia raggiunto un livello preoccupante e come siano da adottare provvedimenti altrettanto massivi. 

L’impegno dei filosofi, condiviso anche dal fotografo Burtinsky e dai suoi colleghi, è rivolto a sensibilizzare e informare: “Siamo la specie che più di tutte ha lasciato un segno indelebile sul pianeta e con il mio lavoro sto cercando soprattutto di informare sui danni che abbiamo provocato”. Quindi ascoltiamo, perchè l’Antropocene sta diventando sempre di più la nostra realtà e conoscerla è un impegno che coinvolge tutti.

Anche noi abbiamo la nostra proposta cinematografica ! Guarda la rassegna curata per Milano Arch Week 2019:  https://www.milanodesignfilmfestival.com/milanoarchweek2019/

Per maggiori informazioni sulla mostra: https://anthropocene.mast.org/mostra/ 

Per maggiori informazioni su The Anthropocene project: https://theanthropocene.org 

Per ascoltare la conferenza Sloterdijk / Stiegler : https://www.youtube.com/watch?v=ETHOqqKluC4

 

Photo: Saw Mills #1, lagos, Nigeria, 2016 – credits to Edward Burtynsky courtesy Admira Photography, Milan / Nicholas Metivier Gallery, Toronto